RdC e percorso di inserimento lavorativo e di inclusione sociale: istruzioni operative


Con circolare n. 187/2020, il Ministero del lavoro fornisce indicazioni operative di attuazione del decreto-legge n. 4/2019, convertito con modificazioni dalla legge n. 26/2019. Tali indicazioni tengono in considerazione l’accordo in Conferenza Unificata del 1 agosto 2019, in materia di esoneri dagli obblighi connessi alla fruizione del Reddito di Cittadinanza e delle modalità di convocazione dei beneficiari di RdC da parte dei Centri per l’Impiego e dei Comuni.


Ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 4/2019, l’erogazione del reddito di cittadinanza è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) da parte dei componenti il nucleo familiare maggiorenni, nonché all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale.
Sono tenuti all’obbligo di partecipazione a un percorso di inserimento lavorativo o di inclusione sociale tutti i componenti il nucleo familiare che siano maggiorenni, non già occupati e non frequentanti un regolare corso di studi. Sono, pertanto, esclusi da tale obbligo di partecipazione i componenti del nucleo familiare che non siano maggiorenni; siano occupati; frequentino un regolare corso di studi.
Sono inoltre escluse dai medesimi obblighi le seguenti categorie di persone: i beneficiari della pensione di cittadinanza; i titolari di pensione diretta; le persone di età pari o superiore a 65 anni, a prescindere dalla fruizione di un trattamento pensionistico; le persone con disabilità, come definita ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68 e accertata dalle competenti commissioni mediche. Resta ferma tuttavia la possibilità – per i componenti con disabilità dei nuclei familiari beneficiari – di richiedere la volontaria adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale.
Possono altresì essere esonerati dagli obblighi di partecipazione a un percorso di inserimento lavorativo o di inclusione sociale, connessi alla fruizione del RdC le seguenti categorie di persone:
– i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di 3 anni di età, con la precisazione che non può essere esonerato più di un componente del nucleo familiare;
– i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di persone con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti a fini ISEE. Sia nel caso di carichi di cura di figli minori di 3 anni di età sia di persone con disabilità grave o non autosufficienza, i componenti del nucleo familiare indicano il soggetto da esonerare in accordo tra loro. In assenza di accordo, la scelta del componente da esonerare è rimessa all’operatore del Servizio Sociale del Comune/Ambito Territoriale competente ovvero del Centro per l’Impiego, tenuto conto della valutazione di occupabilità, con preferenza per il soggetto meno occupabile;
– i lavoratori che conservano lo stato di disoccupazione in caso di svolgimento di attività di lavoro dipendente o autonomo da cui ricavino un reddito corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del D.P.R. 917/1986 – Testo unico delle imposte sui redditi;
– coloro che frequentano corsi di formazione per il raggiungimento della qualifica o del diploma professionale.
Si chiarisce che l’esonero può avvenire in occasione della convocazione dei beneficiari da parte dei Centri per l’Impiego ovvero da parte dei servizi competenti dei Comuni/Ambiti Territoriali.
I soggetti che si trovano in una delle condizioni di esonero come sopra specificate rilasciano un’autocertificazione a sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000 e si impegnano a comunicare il termine del motivo di esonero al servizio che li ha esonerati (Centro per l’Impiego o Servizio Sociale del Comune/Ambito Territoriale competente per il contrasto alla povertà).
Relativamente ai beneficiari esonerabili, come previsto dall’Accordo, si evidenzia che, nel caso dei componenti i nuclei convocati dai servizi competenti per il contrasto alla povertà, l’esonero può essere limitato agli obblighi connessi all’adesione ad un percorso personalizzato di inserimento lavorativo, di cui all’art. 4, comma 8) del D.L. 4/2019, qualora sulla base della valutazione dei bisogni si ritenga comunque opportuno definire per il relativo nucleo familiare un Patto per l’Inclusione sociale. In tali casi l’esonero si definisce “parziale”.
Si ricorda, infine, che si considerano esonerati, in quanto non beneficiari della misura, i componenti del nucleo familiare di cui non si tiene conto nel calcolo del parametro della scala di equivalenza, ai sensi dell’articolo 3, comma 13, del D.L. 4/2019, quali le persone in stato detentivo, le persone ricoverate in strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra Amministrazione Pubblica, le persone sottoposte a misure cautelari o condannate per taluni reati gravi.


In sede di Accordo in Conferenza Unificata, sono state definite le seguenti tipologie di persone esonerabili dai soli obblighi di partecipazione ad un percorso di inserimento lavorativo, connessi alla fruizione del Reddito di Cittadinanza: persone che si trovino in condizioni di salute tali da non consentire la partecipazione ad un percorso di inserimento lavorativo, incluse le donne in stato di gravidanza, sulla base di idonea certificazione rilasciata da un medico competente; persone impegnate in percorsi di Tirocini formativi e di orientamento; persone impegnate in tirocini di inclusione sociale.
Come definito dall’Accordo, nel corso del primo appuntamento e, per quanto attiene il Servizio Sociale del Comune/Ambito, prima della stipula del Patto per l’Inclusione Sociale, l’operatore del Comune/Ambito dovrà verificare, insieme con il richiedente il RdC o altro componente il nucleo, le eventuali ragioni di esonero degli altri appartenenti al proprio nucleo, acquisire la documentazione necessaria (autocertificazione ex art. 47 DPR 445/2000 ed eventuale ulteriore documentazione probatoria, quale certificato medico e certificazione circa la condizione di disabilità grave o non autosufficienza, ecc.) a dimostrazione della sussistenza della causa di esonero, e registrare l’informazione sulla piattaforma GePI.
Infine, il beneficiario esonerato dagli obblighi connessi al RdC è tenuto alla comunicazione della cessazione della causa di esonero entro 30 giorni dal verificarsi della stessa. In questa ipotesi, il Servizio Sociale del Comune/Ambito convoca il beneficiario entro 30 giorni dalla comunicazione per la stipula del Patto per l’Inclusione Sociale o per l’integrazione degli impegni previsti nel Patto stesso o per l’integrazione degli impegni previsti nel Patto già sottoscritto dal suo nucleo familiare o per la ripresa delle attività sospese.