Iva in edilizia: per i prodotti finiti l’aliquota è agevolata


I balconi, le recinzioni e le tettoie possono rientrare nella categoria dei “beni finiti” e beneficiare delle aliquote ridotte qualora mantengano una propria individualità e autonomia funzionale e siano sostituibili in modo assolutamente autonomo dalla struttura della quale fanno parte, senza perdere le proprie caratteristiche (Agenzia entrate – risposta n. 71/2020).

In edilizia, i beni finiti sono quelli che:
– mantengono una propria individualità, pur incorporandosi nell’immobile;
– sono sempre riconoscibili e non perdono le proprie caratteristiche;
– sono acquistabili presso commercianti al dettaglio.


Ai beni finiti che presentano tali caratteristiche si applica:
– l’aliquota IVA del 4% quando sono forniti per la costruzione, anche in economia, di fabbricati di tipo economico;
– l’aliquota IVA del 10% quando sono forniti per la realizzazione di opere di urbanizzazione, impianti, edifici assimilati ai fabbricati di tipo economico, nonché degli interventi di recupero c.d. agevolati.


Dei beni finiti non esiste un’elencazione tassativa; a titolo esemplificativo, sono da considerare beni finiti gli ascensori, i montacarichi, le porte, gli infissi, i sanitari, i prodotti per gli impianti idrici, elettrici, a gas, le scale a chiocciola, a giorno o retrattili in legno o altro materiale.


Rientrano tra i suddetti beni anche i balconi, le recinzioni e le tettoie qualora siano conformi ai requisiti indicati e, dunque, mantengano una propria individualità e autonomia funzionale e siano sostituibili in modo assolutamente autonomo dalla struttura della quale fanno parte. Diversamente, i beni predetti saranno soggetti all’aliquota ordinaria.