Corrispettivi telematici per “vendite delivery”: modalità di memorizzazione e invio

La vendita di beni materiali tramite app o siti internet, consegnati fisicamente ai clienti tramite corriere o rider si configura come attività di “commercio elettronico indiretto”. Tali attività risultano esonerate dall’obbligo di memorizzazione e invio telematico dei corrispettivi, ma è comunque possibile scegliere di assolvere gli obblighi fiscali adottando i corrispettivi telematici. Se al negozio virtuale corrisponde un locale (fisico) non aperto al pubblico, è possibile installare un Server-RT senza l’obbligo di collegare il numero minimo (tre) di punti cassa (Agenzia delle Entrate – Risposta n. 416 del 2020)

IL CASO

I beni prodotti dall’azienda vengono messi in vendita tramite App o sito internet (gestiti da terzi), da cui il cliente effettua l’ordine ed il pagamento, secondo le modalità stabilite dall’App o sito internet (servizio di “vendite delivery”).
I beni sono prodotti in locali non aperti al pubblico (laboratori) e consegnati fisicamente al cliente, nel luogo dallo stesso indicato nell’App o sito internet, tramite corrieri o rider incaricati dal gestore dell’App o sito internet, che li prelevano dai laboratori.
Nel presupposto che tale attività sia esonerata dagli obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, il dubbio riguarda la possibilità di optare per i corrispettivi telematici in modo facoltativo e le modalità per eseguire i conseguenti adempimenti.

IL PARERE DEL FISCO

L’Agenzia delle Entrate osserva che l’operazione di vendita (cd. “vendite delivery”) è configurabile come “commercio elettronico indiretto”, posto che le fasi di ordinazione, pagamento dei beni da acquistare e, quindi, stipula del contratto di vendita, sono interamente gestite telematicamente tramite App o sito internet, mentre la relativa consegna fisica dei beni avviene mediante modalità tradizionali.
Si definisce “commercio elettronico indiretto”, infatti, l’operazione di vendita di beni materiali in cui la transazione commerciale avviene in via telematica ma il cliente riceve la consegna fisica della merce a domicilio secondo i canali tradizionali, ossia tramite vettore o spedizioniere, corriere o rider.
Ai fini Iva, le operazioni di commercio elettronico indiretto sono assimilabili alle vendite per corrispondenza e, pertanto, non sono soggette all’obbligo di emissione della fattura (se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione), né all’obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale.
I corrispettivi delle vendite devono, tuttavia, essere annotati nel registro dei corrispettivi.


Posto che dal 1° gennaio 2020 i soggetti che effettuano le operazioni di commercio al minuto e attività assimilate sono obbligati alla memorizzazione elettronica ed alla trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, in sostituzione degli obblighi di emissione degli scontrini fiscali e della registrazione dei corrispettivi nel relativo registro, è previsto uno specifico esonero dai corrispettivi telematici per le operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi.
Di conseguenza, i corrispettivi delle operazioni di vendita che si configurano come “commercio elettronico indiretto”, in quanto assimilabili alle vendite per corrispondenza, per cui è previsto l’esonero da qualunque obbligo di certificazione (salvo l’obbligo di emissione della fattura se richiesta dal cliente), sono altresì esonerati dall’obbligo di invio telematico dei corrispettivi, fermo restando l’obbligo di annotazione nel registro dei corrispettivi e l’istituzione del registro delle fatture per quelle eventualmente emesse.


Ne deriva, nel caso di specie delle cd. “vendite delivery”, l’esonero dall’obbligo di certificazione, anche telematica, dei corrispettivi, con l’obbligo di annotazione nel corrispondente registro e l’istituzione del registro delle fatture.
Tuttavia, ai soggetti esonerati è riconosciuta comunque la possibilità di optare per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, in sostituzione dell’obbligo di annotazione degli stessi nell’apposito registro. Facoltà che, dunque, è riconosciuta anche per le operazioni di “Vendite Delivery”.


Per quanto riguarda le modalità di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri da adottare, e in particolare la possibilità di utilizzare un Server di consolidamento-Registratore Telematico (cd. “Server-RT”), l’Agenzia delle Entrate precisa che tale modalità è prevista per gli esercenti che operano con un numero non inferiore a tre punti cassa per singolo punto vendita. Tuttavia la limitazione relativa al numero minimo di punti cassa si riferisce alle ipotesi del punto vendita “aperto al pubblico”.
Nel caso di specie, considerato che i beni finalizzati alle “vendite delivery” sono tutti prodotti in locali (laboratori) non aperti al pubblico (cd. negozi online o virtuali), secondo l’Agenzia delle Entrate deve ritenersi non operante la suddetta limitazione, con la conseguenza che è possibile adempiere agli obblighi di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi installando un autonomo e dedicato Server-RT in ciascun laboratorio “non aperto al pubblico” al quale collegare anche il solo punto cassa ivi presente o comunque un numero di punti cassa inferiore a tre.