Bevande premiscelate: la consegna a domicilio è ricompresa nella licenza


Gli esercizi di somministrazione di bevande alcoliche che distribuiscono bevande premiscelate mediante consegna al domicilio del consumatore finale, non sono tenuti ad ulteriori obblighi di denuncia di esercizio all’Ufficio delle dogane, restando tale modalità ricompresa nella sfera di efficacia della licenza fiscale già rilasciata, né, trattandosi di estensione momentanea dell’attività principale, a specifici vincoli di circolazione delle bevande premiscelate trasportate (Agenzia delle dogane e dei monopoli – Nota 06 luglio 2020, n. 222999/RU).

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito chiarimenti in merito al regime impositivo applicabile all’attività di somministrazione mediante consegna al domicilio del consumatore finale di bevande alcoliche assoggettate ad accisa, premiscelate, non imbottigliate, da parte di esercenti in possesso della licenza di esercizio rilasciata dall’Ufficio delle dogane.


Va rammentato che l’Agenzia delle Dogane ha già avuto modo di precisare che la suddetta licenza fiscale riveste portata omnicomprensiva ricomprendendo sia l’attività di vendita in senso stretto che di somministrazione di prodotti alcolici contrassegnati svolta presso bar, ristoranti ed esercizi similari.


Sulla stessa linea direttrice, con la consegna delle bevande alcoliche al domicilio del consumatore finale l’intestatario della licenza fiscale continua ad esercitare la medesima attività seppure in una forma distributiva ulteriore, accessoria rispetto a quella di ordinario svolgimento, necessitata dall’attuale situazione emergenziale.


Sotto il profilo fiscale, il ricorso a tale iniziativa non dà luogo al sorgere di nuovi obblighi di denuncia di esercizio all’Ufficio delle dogane, restando essa ricompresa nella sfera di efficacia della licenza fiscale già rilasciata, né, trattandosi di estensione momentanea dell’attività principale, a specifici vincoli di circolazione delle bevande premiscelate trasportate.